La decisione
Lui aveva ottantasei anni. Tu quarantanove.
Qualcuno lo avrebbe chiamato un gesto tardivo.
Ma voi sapevate che era solo il momento esatto. Il punto del poema in cui la rima torna.
Eravate a Ginevra. Borges lo aveva deciso. “Qui voglio morire.”
Era la città dove da ragazzo aveva camminato con suo padre, dove aveva studiato i filosofi che lo avrebbero accompagnato tutta la vita. “Qui ho imparato il francese, qui ho conosciuto Schopenhauer.”
Tu non gli chiedesti perché. Ti bastò sapere che ci saresti stata anche tu.
Un giorno, in quella stanza d’albergo con le tende chiuse e l’odore secco dei mobili antichi, lui ti prese la mano. Non lo faceva quasi mai.
“María…”
“Dimmi.”
“Ti voglio sposare.”
Così. Senza preamboli. Senza dramma.
Tu rimanesti in silenzio. Non perché non sapessi cosa rispondere, ma perché le parole si erano tutte rannicchiate in gola, come uccelli spaventati.
“Voglio lasciarti qualcosa,” disse. “Un nome, una forma. Non so quanto tempo mi resta, ma so che sei stata tutta la mia vita.”
Fu un matrimonio semplice. Paraguay. Un atto formale, quasi clandestino. Nessun annuncio ufficiale. Nessun ricevimento. Solo voi due, una firma, una promessa che non aveva più bisogno di essere detta.
Lui, che non aveva mai amato le istituzioni, quella volta le attraversò. Perché sapeva che, quando non ci fosse più stato, il mondo avrebbe avuto bisogno di un sigillo per riconoscere ciò che era sempre stato evidente: che eravate già stati sposati da tempo.
Nei libri, nelle notti, nelle voci, nei viaggi, nelle attese.
Quando tornaste in albergo, lui ti chiese:
“Mi leggeresti qualcosa di Borges?”
“Di te?”
“Sì. Voglio sentirmi dire da te.”
Scelgesti una poesia: El enamorado.
“Luna, marmo e sogno…
Qualcosa che nessuno sa spiegare…
Il cuore si nasconde nell’ombra,
e aspetta la notte.”
Lui ascoltava. E ogni parola sembrava essere la prima. La sola.
Come se tutto si fosse scritto solo per quel momento.
Ti guardò – o meglio, girò il volto verso di te – e disse piano:
“Grazie per avermi letto tutta la vita.”
Non serviva altro.
Eravate sposati.
Da sempre.
Per sempre.
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