Tredici
Il ragazzo che diede il nome al Peloponneso
Frontone orientale del Tempio di Zeus a Olimpia, 472-456 a.C. ca. — Pelope, Enomao, il dio in mezzo, i cavalli pronti. Pausania, passando di lì, notò che la corsa non è ancora cominciata.
Museo Archeologico di Olimpia. Foto Rigorius, CC BY-SA 4.0
Nel 476 a.C. Ierone di Siracusa vince a Olimpia e compra da Pindaro, il poeta più caro della Grecia, un canto in propria lode. Pindaro incassa e scrive d’altro: al centro dell’Olimpica prima mette Pelope, il ragazzo che una notte scese al mare da solo, chiamò il dio che da bambino lo aveva amato e gli presentò quell’amore come un credito da riscuotere. Vinse. E per il resto della vita non seppe se avesse vinto lui.
Lungo la pista, alla stessa distanza uno dall’altro, ci sono tredici mucchi di terra.
PREFAZIONE — che mestiere era, chi era Pelope, perché questa storia e non un’altra
Il racconto
1. La ruvidezza sotto il labbro
5. Chi ha vinto
• Coda
POSTFAZIONE — cosa c’è davvero nel testo greco, cosa ho inventato io, cosa resta aperto

